venerdì 1 maggio 2009

Una poesia per un giorno di festa

Milan Rufus
Della poesia

Posare il pane in tavola,
o l’acqua. O un pizzico di
sale tra due dita. Quella è poesia.

Non alzarti sui talloni.
E sulle punte ancora meno. Avere del tempo.
Tirare su dal profondo il secchio e alla fonte
non erigere né templi né tende.

Quando le trote risalgono il Giordano,
non comprare l’esca, sai che il fiume
non è di solo pesce.

È di più, come
la poesia è di più della parola.

Non la pietra.
Una statua. La moglie di Lot.
Quella è poesia.

Traduzione di Beatrice Haelterman


Mi piacciono i giorni di festa, in cui la sveglia non suona e la giornata non è già rigidamente organizzata. Allora ho il tempo di indugiare a fare la mia colazione preferita e intanto posso lasciar vagare la mia mente.... e se mi viene la tentazione di aprire anch'io un blog, ho il tempo e il modo di farlo. E mentre mi chiedo, un po' preoccupata: "Adesso cosa scrivo sul primo post...?", mi capita la fortuna di imbattermi in una poesia di un autore per me del tutto sconosciuto, che esprime benissimo quello che provo.
Sì, i giorni di festa mi piacciono davvero!

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