mercoledì 12 maggio 2010

E non puzza più di solitudine la pioggia!

Ancora una poesia estremamente evocativa di Francesca Pellegrino (che mi piace sempre di più!), in parte una risposta ai commenti lasciati in un post precedente.




Io e il mio soldato siamo una città
L’abbiamo costruita passo dopo passo
sulle macerie dell’abbandono.

E non puzza più di solitudine
la pioggia.

4 commenti:

monteamaro ha detto...

Costruire dalle macerie, è questo il difficile.
Non c'è gioia più grande però, che nel ri-edificare se stessi.
Noi, mura crollate, mattoni divelti,
malta senza cemento, noi piccoli operai nel personale cantiere della vita.
E quando ogni cosa infine sarà completata, chissà che ri-edificati con nuova passione, finanche la passata solitudine sarà soltanto una pioggia, che ci ha dissetato.
Bella, bella, la Lettera dal fortino.

Caterina ha detto...

Non mi capita spesso di restare senza parole. Sono commossa, grazie! Caterina

Francesca Pellegrino ha detto...

io spesso dico che è la possibilità che ci frega - così, con la possibilità in mezzo, si finisce con il tendere alla distruzione totale.

E' soltanto quello il momneto in cui si ri-comincia nuovamente. In cui ci si reinventa -

Dalle macerie.

Intere città. Intere civiltà ...

Grazie a tutti davvero - commossa di questo seguito.

nidia ha detto...

sempre di grande attualità purtroppo, comunque la poesia aiuta e fa riflettere, bellissima questa