martedì 23 marzo 2010

Giochino (forse) poco serio: "Se potessi tornare a vivere..."

La pubblicazione del post con la poesia di Borges "Se potessi vivere di nuovo la mia vita" ha scatenato inaspettate reazioni in alcuni affezionati lettori del blog, che ormai sento amici e compagni di strada (anzi di "rete").

Ha iniziato Monteamaro, commentando con una bellissima variazione della poesia di Borges:

Se potessi tornare a vivere...
farei che ogni giorno
fosse più lungo
che il mio fiato sul vetro di casa
rimanesse disegno
e la patata sotto la cenere
al camino
con la buccia bruciata
Se potessi tornare a vivere...
starei seduto la domenica
in chiesa
vicino alla ragazza che
somigliava a Ester della Bibbia
e mi innamorerei ancora
Se potessi tornare a vivere...
non mi porterebbero via la mia gazza
avrei di nuovo sulla fronte
premuto
lo stimma del papavero selvatico
e berrei l'acqua dal rigagnolo
Se potessi tornare a vivere...
mi fermerei
seduto a notte
sul colle oltre la chiesa
e giù giù dalle coste
vedrei i fuochi delle stoppie
e ne gusterei il fumo
Se potessi tornare a vivere...
potrei sognare ancora
di diventare grande
di nuotare amare fumare
e di avere più tempo
da stare
con mio fratello


Ha proseguito Caterina Comi, che nei suoi commenti ha unito la concretezza femminile alla sua seconda pelle di psicologa. 
A questo punto è venuta anche a me la voglia di dire qualcosa à la Borges, e, allora perché non farlo diventare un vero e proprio giochino?
Forza, allora: che cosa vorreste fare se poteste tornare a vivere una nuova vita?
  
Per quanto mi riguarda, se potessi tornare a vivere, vorrei non essere prigioniera di inutili paure e sciocche vergogne, vorrei cantare e ballare di più e dire "ti amo" tutte le volte che non l'ho detto, vorrei imparare il nome delle stelle e circondarmi di fiori.

2 commenti:

Caterina ha detto...

Se potessi tornare a vivere vorrei che il mio cuore fosse un po' più prepotente e un po' più ragionevole a rovescio: meno paura, più coraggio, meno voler essere "perfettina" più voler essere saggia, meno esser brava più essere contenta, meno voler essere amata più voler amare, me stessa, il creato e la vita stessa. Vorrei fare la cantante, chissà se il solito cuore mio reggerebbe a tutte le emozioni! Bello questo gioco! Caterina

lucida follia ha detto...

Se potessi tornare a vivere non baratterei mai la stimolante ricerca della felicità con il grigiore di un po' di (apparente e ipocrita) tranquillità borghese...