mercoledì 10 febbraio 2010

La poesia di metà settimana

LA GRANDE PAURA 


La storia della mia persona
è la storia di una grande paura
di essere me stessa,
contrapposta alla paura di perdere me stessa,
contrapposta alla paura della paura.
Non poteva essere diversamente:
nell’apprensione si perde la memoria,
nella sottomissione tutto.
Non poteva
la mia infanzia,
saccheggiata dalla famiglia,
consentirmi una maturità stabile, concreta.
Né la mia vita isolata
consentirmi qualcosa di meno fragile
di questo dibattermi tra ansie e incertezze.
All’infanzia sono sopravvissuta,
all’età adulta sono sopravvissuta.
Quasi niente rispetto alla vita.
Sono sopravvissuta, però.
E adesso, tra le rovine del mio essere,
qualcosa, una ferma utopia, sta per fiorire.


  Piera  Oppezzo

3 commenti:

monteamaro ha detto...

Cammina cammina, ognuno infine giunge a sè stesso, ognuno ritrova la propria utopia: E' la pace, caparbia e inflessibile, che chiede di abitarci, e noi gli spalanchiamo le porte del nostro mondo.

Unknown ha detto...

"Non poteva
la mia infanzia,
saccheggiata dalla famiglia,
consentirmi una maturità stabile, concreta."
Non può essere un'alibi, ma magari un perdonarsi e accettarsi. Quello sì. Grazie, che ci mostri tante cose nuove, di quelle che fanno bene. Davvero. Caterina

Marilde ha detto...

Grazie di avermela fatta conoscere.