lunedì 15 febbraio 2010

Il lavoro, il successo, la felicità

Anche se tutti i dirigenti lo negano, è ormai evidente: l'azienda per la quale lavoro ha intenzione di proseguire l'opera di ristrutturazione con ridimensionamento del personale. E' davvero triste dover affrontare da capo le incertezze e le paure dello scorso anno;  oltre tutto ci si sente presi in giro dai discorsi altisonanti che negano la realtà  e fingono improbabili rilanci dell'attività.

Con questo stato d'animo, misto di sconforto e rabbia, approdo sul post odierno di Vivere con Lentezza, che riporto integralmente perché mi piace davvero:

IL TEMPO DEL LAVORO: "L'IMPRESA E' UN CREATIVO ESPERIMENTO UMANO CHE MIRA A MIGLIORARE LA VITA" (Mihaly Csikszantmihaly)

Dedicato a chi fa impresa,  perché nessuno debba più uccidersi a causa di un licenziamento.



Anche se l'affermazione ha il sapore improbabile e irreale dell'utopia, mi ci aggrappo per disperazione e ne seguo la provocazione.

Innanzi tutto: chi è Mihaly Csikszantmihaly? E' "un uomo ossessionato dalla felicità" secondo la definizione di Richard Flaste del New York Time: ungherese, nato il 29 settembre 1934 a Fiume,  psicologo, professore universitario, è emigrato negli USA all'età di 22 anni, noto per i suoi studi sulla felicità e la creatività. Famoso per avere creato e svilupato la nozione di flow, ovvero l'esperienza ottimale.

Su questo argomento ha tenuto una interessante conferenza al TED (si possono attivare i sottotitoli in italiano), nella quale si chiede "Cosa rende la vita degna di essere vissuta?". Dopo aver notato che il denaro non ci rende felici, ha iniziato ad osservare coloro che trovano piacere e soddisfazione duratura in attività che creano uno stato di Flow o Esperienza Ottimale




Tra l'altro, dice:
"nel più recente dei miei libri, "Good Business", [...] ho intervistato alcuni degli amministratori delegati che erano stati descritti dai loro colleghi come persone di successo e molto etiche, molto socialmente responsabili. Potete vedere che queste persone definiscono il successo come qualcosa che aiuta gli altri e, allo stesso tempo, ti fa sentire felice quando lavori a questo qualcosa. E, come dicono tutti questi amministratori delegati responsabili e di successo, non basta una sola di queste qualità per avere succcesso."

Cita due esempi di Amministratori Delegati "illuminati": Anita Roddick, fondatrice di The Body Shop, e Masaru Ibuka, fondatore della Sony.

No, l'AD della mia azienda non viene citato....

3 commenti:

Caterina ha detto...

Be', se ti sta aumentando il livello di sfida per essere nel flusso basta che tu senta di avere le abilità neccessarie. Non è possibile, così come sei e con quello che trasmetti che tu non le abbia, impara a vederle, soltanto. Caterina

lucida follia ha detto...

uhm uhm....Caterina, quando ho scritto il post non pensavo tanto a me quanto alle capacità di chi dirige le aziende.... però, interessante il tuo cambio di prospettiva, mi fa uscire dal ruolo di spettatore per entrare in quello di attore: mi piace, anche se non so esattamente cosa potrei fare, almeno per ora

lucida follia ha detto...

Che combinazione! Proprio adesso Zenhabits pubblica un post di Everett Bogue su "The Hidden Art of Achieving Creative Flow":
http://zenhabits.net/2010/02/creative-flow/