Visualizzazione post con etichetta tradimenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tradimenti. Mostra tutti i post

martedì 8 giugno 2010

Struggimento

In questo inizio di estate mi sento particolarmente stanca, demotivata e malinconica. Con questo stato d'animo non posso che incappare in un video come questo, che racconta di un amore assoluto di una figlia per il padre, del dolore della separazione e della nostalgia interminabile (che bello, però!):





Edit: visto il grande successo di questo video, a questo punto mi sento in dovere di ringraziare l'amica che me lo ha fatto conoscere.

domenica 23 maggio 2010

Pare non sia neanche più tornato a prendere l'accendino



Francesca Pellegrino
Il fantastico mondo di Barbie

Come da manuale
arrivarono le statuine
sulla panna montata.
Lei che sembrava la neve sulla neve
calce sulla calce da restarne ciechi
e lui, un contrasto di raso blu
tutto incappellato.
Di fatto - dicono -
che la torta non fosse stata un granché
e che lui sia sceso a comprare le sigarette
nei giorni successivi.
Pare non sia neanche più tornato
a prendere l'accendino.
E dire che neanche fumava.

La poesia di una domenica piena di dubbi

Non sente niente Colui che dà la vita,
non può sentire,
e noi a domandare, a chiedere,
a inventare storie a cui credere,
di malvagità compiute, di pene ricevute,
di liberazioni non avute,
per ritrovarci poi alla fine
a mendicare vicini

Cesare Viviani

sabato 15 maggio 2010

Io non so...

Io non so se l’amore sia una guerra o una
tregua, non so se l’abbandono d’amore
sia una legge che la vita cuce fino al
ricamo finale.

Io non so spiegarmi l’imperturbabilità
di Dio, e non mi spiego di non udire il
suo grave lamento, il suo urlo di collera o
d’amore, e non so vederlo che sono in cecità
ma vorrei sentirlo almeno piangere come piango io
guardando le facce indolorate, guardando le
facce con grave malattia terrestre,
io non so invocarlo né bestemmiarlo che
è troppo nella sottrazione e troppo
astratto per i miei chili umani.

Mariangela Gualtieri, dal Monologo del non so di Parsifal

mercoledì 12 maggio 2010

E non puzza più di solitudine la pioggia!

Ancora una poesia estremamente evocativa di Francesca Pellegrino (che mi piace sempre di più!), in parte una risposta ai commenti lasciati in un post precedente.




Io e il mio soldato siamo una città
L’abbiamo costruita passo dopo passo
sulle macerie dell’abbandono.

E non puzza più di solitudine
la pioggia.

sabato 8 maggio 2010

Il tradimento come motore della storia

"Il tradimento [...] si trova sempre sulla nostra strada, e non solo per annientarci: se il tradimento destabilizza, è perché qualcosa si ricrei. Al tradimento siamo da sempre gettati. Il rinnovarsi del miracolo di un Io che scopre se stesso [...] è possibile solo se e quando si apre una breccia nella linearità del suo tempo e nella quotidianità delle sue credenze: l'uomo ha bisogno di trascendere il proprio limite per scoprire nuove regioni di se stesso. Freud, Jung, insieme a Galileo, Bacone, Abelardo o Nietzsche, perpetrarono il grande tradimento delle regole culturali del loro tempo, furono i trasgressori di un sistema chiuso del sapere che non consentiva loro più alcuna possibilità di scommessa con se stessi e soprattutto di scoperta di nuovi assetti dei mondi sconosciuti in cui l'uomo è calato. Essi pagarono questa temerarietà spavalda col diventare a loro volta oggetti di tradimento, ma la storia e la loro fede li hanno largamente ricompensati. Il tradimento è in questo senso una negazione di ciò che esiste affinché non si cristallizzi, perdendo vita e senso.[...] E' una legge della psiche. Nella logica del tradimento si esprime il daimon creatore dell'uomo, la sua ansia di libertà e di individuazione.
Certo tradire equivale anche a dare la morte, significa tradirsi in ciò che prima costituiva la propria pienezza e sicurezza.
[...]
Se l'uomo fosse libero, non avrebbe bisogno di tradire; eppure è altrettanto vero che se l'uomo non fosse libero, non potrebbe tradire. Il tradimento è una rivolta: ogni rivoluzione s'iscrive nell'orbita del tradimento, è tradimento ogni opera d'arte che rompa un circuito obsoleto della conoscenza, è tradimento ogni nuova scoperta, è tradimento ogni originale movimento intellettuale."

Aldo Carotenuto, Amare tradire, Milano 1991, Bompiani, pp. 218-220

venerdì 7 maggio 2010

venerdì 16 aprile 2010

Ti restituisco il cuore

Per una strana serie di coincidenze negli ultimi mesi mi sono trovata ad affrontare (solo nella teoria e non nella realtà!) il tema del tradimento, di cui sto scoprendo inaspettate e stratificate implicazioni. Questa complessità mi affascina e ho deciso di farne un argomento del blog.
Inizio ad affrontarlo con una poesia di Anne Sexton, vedrò poi come proseguire l'esplorazione.

Anne Sexton

...Al mio amante che torna da sua moglie

Lei è tutta là.
Per te con maestria fu fusa e fu colata,
per te forgiata fin dalla tua infanzia,
con le tue cento biglie predilette fu costrutta.

Lei è sempre stata là, mio caro.
Infatti è deliziosa.
Fuochi d’artificio in un febbraio uggioso
e concreta come pentola di ghisa.

Diciamocelo, sono stata di passaggio.
Un lusso. Una scialuppa rosso fuoco nella cala.
Mi svolazzano i capelli dal finestrino.
Son fumo, cozze fuori stagione.

Lei è molto di più. Lei ti è dovuta,
t’incrementa le crescite usuali e tropicali.
Questo non è un esperimento. Lei è tutta armonia.
S’occupa lei dei remi e degli scalmi del canotto,

ha messo fiorellini sul davanzale a colazione,
s’è seduta a tornire stoviglie a mezzogiorno,
ha esposto tre bambini al plenilunio,
tre puttini disegnati da Michelangelo,

l’ha fatto a gambe spalancate
nei mesi faticosi alla cappella.
Se dai un’occhiata, i bambini sono lassù
sospesi alla volta come delicati palloncini.

Lei li ha anche portati a nanna dopo cena,
e loro tutt’e tre a testa bassa,
piccati sulle gambette, lamentosi e riluttanti,
e la sua faccia avvampa neniando il loro
poco sonno.

Ti restituisco il cuore.
Ti do libero accesso:

al fusibile che in lei rabbiosamente pulsa,
alla cagna che in lei tramesta nella sozzura,
e alla sua ferita sepolta
- alla sepoltura viva della sua piccola ferita rossa -

al pallido bagliore tremolante sotto le costole,
al marinaio sbronzo in aspettativa nel polso
sinistro,
alle sue ginocchia materne, alle calze,
alla giarrettiera – per il richiamo -

lo strano richiamo
quando annaspi tra braccia e poppe
e dai uno strattone al suo nastro arancione
rispondendo al richiamo, lo strano richiamo.

Lei è così nuda, è unica.
È la somma di te e dei tuoi sogni.
Montala come un monumento, gradino per gradino.
lei è solida.

Quanto a me, io sono un acquerello.
Mi dissolvo.


For My Lover, Returning to His Wife

She is all there.
She was melted carefully down for you
and cast up from your childhood,
cast up from your one hundred favorite aggies.

She has always been there, my darling.
She is, in fact, exquisite.
Fireworks in the dull middle of February
and as real as a cast-iron pot.

Let's face it, I have been momentary.
vA luxury. A bright red sloop in the harbor.
My hair rising like smoke from the car window.
Littleneck clams out of season.

She is more than that. She is your have to have,
has grown you your practical your tropical growth.
This is not an experiment. She is all harmony.
She sees to oars and oarlocks for the dinghy,

has placed wild flowers at the window at breakfast,
sat by the potter's wheel at midday,
set forth three children under the moon,
three cherubs drawn by Michelangelo,

done this with her legs spread out
in the terrible months in the chapel.
If you glance up, the children are there
like delicate balloons resting on the ceiling.

She has also carried each one down the hall
after supper, their heads privately bent,
two legs protesting, person to person,
her face flushed with a song and their little sleep.

I give you back your heart.
I give you permission --

for the fuse inside her, throbbing
angrily in the dirt, for the bitch in her
and the burying of her wound --
for the burying of her small red wound alive --

for the pale flickering flare under her ribs,
for the drunken sailor who waits in her left pulse,
for the mother's knee, for the stocking,
for the garter belt, for the call --

the curious call
when you will burrow in arms and breasts
and tug at the orange ribbon in her hair
and answer the call, the curious call.

She is so naked and singular
She is the sum of yourself and your dream.
Climb her like a monument, step after step.
She is solid.

As for me, I am a watercolor.
I wash off.

lunedì 5 aprile 2010

Tradurre è un po' tradire

Anche se l'originale è ineguagliabile, non importa: adesso che l'ho trovata (su Sagarana),  voglio comunque postare la traduzione di Bloody Men di Wendy Cope, che continua a stupirmi ogni volta che la leggo:


Quei fetenti degli uomini

Sono come quei fetenti degli autobus -
li aspetti per circa un anno
e quando alla fine compare un bus
eccone altri due o tre che sbucano.
Mettono la freccia, guardi il lampeggio,
cerchi di leggere la destinazione.
Loro ti offrono un passaggio,
ma tu non hai molto tempo per la decisione.
Se commetti un errore, non puoi far dietrofront.
Salta giù, e starai là a fissare
le macchine e i taxi e i camion,
e i minuti, le ore, i giorni passare.

(Tratto da Men/Uomini - ritratti maschili nella poesia femminile contemporanea, a cura di Giorgia Sensi e Andrea Sirotti, Casa Editrice Le Lettere, Firenze, 2004.)