domenica 25 settembre 2011

La svolta

Manco dal blog da quasi un mese.... anche se sono entrata quasi quotidianamente, tentando ogni volta di rispondere alla domanda di Soffio,  senza però riuscire a trovare mai le parole per tentare di dire quello che sto vivendo.

Stamattina ho pubblicato una poesia che in qualche modo trasmette i miei sentimenti attuali; mentre cliccavo sul tasto "pubblica" ho capito che la struggente bellezza dei versi di Alda Merini non era abbastanza per la mia avidità di dire e che avrei dovuto trovare parole tutte mie, certamente meno poetiche e profonde, ma mie. E che dovevo vincere la paura, fortissima, che il blog venisse snaturato e cambiasse pelle, perché io la pelle la sto già cambiando, costretta dalla vita, la vita che non è mai immobile ma continuo cambiamento. Un cambiamento che molto spesso avviene nel dolore, dal quale non ci si può difendere né fuggire, con il quale ci si deve "sporcare le mani" se si vuole in qualche modo uscirne.

Il mio dolore, la mia battaglia in questo momento è una bruttissima e purtroppo molto diffusa malattia, l'anoressia nervosa, di cui mia figlia soffre da alcuni mesi, nei quali abbiamo assistito impotenti alla distruzione scientifica di un corpo sano e bello e all'ossessivo deragliare di una mente brillante.

Abbiamo avuto la fortuna di incontrare quasi subito medici competenti dal punto di vista umano e professionale, tuttavia la perniciosità della malattia è tale che la malata non riconosce di avere un problema e, quindi, non accetta il percorso di cura e non collabora. Da tre settimane mia figlia è in ospedale, per un intervento definito tecnicamente "salvavita"....

In tutti questi mesi di enorme preoccupazione e tensione e sofferenza di tutta la famiglia sono entrata in contatto con numerose altre persone colpite come me da questa malattia e ho incontrato diversi medici e figure professionali che si occupano in vario modo di queste pazienti, che utilizzano il  loro corpo per gridare il profondo dolore della loro anima. 

Sono prevalentemente ragazze e prevalentemente adolescenti, prigioniere della loro ossessione di introdurre cibo. Vite interrotte, corpi martoriati che ci buttano in faccia il fallimento della nostra società e dei suoi inutili valori e ci costringono a riflettere senza cercare scuse o attenuanti sui nostri errori e sulle nostre debolezze di adulti e di genitori e a riconsiderare le nostre esistenze in base ai temi "forti": la vita, la morte, l'amore, i rapporti umani... per scoprire, un po' alla volta, con orrore, che abbiamo costruito una società profondamente malata nell'animo.



La poesia della domenica

Alda Merini 

Lascio a te queste impronte sulla terra
tenere dolci, che si possa dire:
qui è passata una gemma o una tempesta,
una donna che avida di dire
disse cose notturne e delicate,
una donna che non fu mai amata.
Qui passò forse una furiosa bestia
avida sete che dette tempesta
alla terra, a ogni clima, al firmamento,
ma qui passò soltanto il mio tormento.

domenica 28 agosto 2011

Spararsi le pose?

Grazie alla Libreria Tuba ho scoperto un interessante video realizzato da Yolanda Dominguez, artista multimediale spagnola.
Nel video alcune donne normali riproducono in luoghi di vita quotidiana (una strada, un parco, un mercato...) le pose artefatte ed esagerate delle modelle nelle foto di moda, suscitando diverse reazioni nei passanti.

sabato 27 agosto 2011

La poesia della scelta

TED KOOSER

SCEGLIENDO UN LETTORE

Per prima cosa, mi piacerebbe che fosse bella,
e camminasse con grazia sulla mia poesia
nel momento più solitario di un pomeriggio,
i capelli ancora umidi sul collo, lavati
da poco. Dovrebbe indossare
un impermeabile, vecchio, un po’ sporco
perché non ha abbastanza soldi per la lavanderia.
Tirerà fuori gli occhiali, e lì,
nella libreria, sfoglierà
le mie poesie, poi metterà di nuovo il libro
sullo scaffale. E si dirà:
“A quel prezzo, posso far lavare
il mio impermeabile alla tintoria.” E lo farà. 

 (da Sure Signs, 1980)

.-.-.-.-.-.
Selecting a reader

First, I would have her be beautiful,
and walking carefully up on my poetry
at the loneliest moment of an afternoon,
her hair still damp at the neck
from washing it. She should be wearing
a raincoat, an old one, dirty
from not having money enough for the cleaners.
She will take out her glasses, and there
in the bookstore, she will thumb
over my poems, then put the book back
up on its shelf. She will say to herself,
“For that kind of money, I can get
my raincoat cleaned.” And she will

mercoledì 17 agosto 2011

Quando il cuore sbaglia....

L'arciere che oltrepassa il suo bersaglio
fallisce, come chi non lo raggiunge.
Troppa forza avrò messo nel cuore
o sarà stato intermittente il cuore?

Ma il bersaglio era mobile, e mi offro
vili scusanti. Aiutami, se puoi,
valuta a fondo la mia grande impresa.
Con convinzione lasciati trafiggere.

Maria Luisa Spaziani, La traversata dell'oasi

domenica 14 agosto 2011

La poesia di una domenica in cui nutro la mente

La mente,  è ampia più del cielo,


La mente,  è ampia più del cielo,
Perché: metti l’una accanto all’altro,
L’una conterrà l’altro facilmente,
E conterrà anche te. 

La mente è profonda più del mare,
Perché: se accosti, l’una  l’altro, blu contro blu,
L’una, l’altro assorbirà,
Come avviene con le spugne dentro un secchio.

Il cervello pesa come Dio,
Perché: sollevali insieme, libbra a libbra,
Saranno differenti, se lo sono, 
Come la sillaba dal suono. 

Emily Dickinson,  1862   Poesie (632) 

 .......................


 The Brain ­ is wider than the Sky ­

The Brain ­ is wider than the Sky ­
For ­ put them side by side ­
The one the other will contain
With ease ­ and You ­ beside ­
The Brain is deeper than the sea ­
For ­ hold them ­ Blue to Blue ­
The one the other will absorb ­
As Sponges ­ Buckets ­ do ­
The Brain is just the weight of God ­
For ­ Heft them ­ Pound for Pound ­
And they will differ ­ if they do ­
As Syllable from Sound ­












domenica 7 agosto 2011

L'amore ai tempi del precariato

Domenica di agosto. Rimasta sola nella città bollente, decido, per cercare un po' di sollievo dall'afa che arroventa le strade, di andare a fare acquisti in un megacentrocommerciale.
All'uscita, percorro la stradina assolata e deserta che porta al megaparcheggio, mentre le cicale friniscono senza tregua. 
Dietro di me, unica presenza umana, arriva frettolosa una coppia di ragazzi, molto giovani, probabilmente fidanzati. Dalla conversazione comprendo che lavorano entrambi al centro commerciale: hanno appena staccato dal lavoro e stanno andando a casa. 
I due hanno un desiderio: andare insieme al mare e stanno cercando, con l'agenda del cellulare alla mano, un pomeriggio libero che coincida.
Li lascio mentre salgono sulla loro utilitaria blu (lei alla guida!): sono arrivati al 21 di agosto e ancora non l'hanno trovato....

foto da: http://www.alternainsieme.net/centri%20commerciali.htm



domenica 24 luglio 2011

Benvenuti al sud... purtroppo

Storie di ordinaria discriminazione aziendale.

Megariunione alla presenza dell'Amministratore Delegato; il Direttore delle Risorse Umane M.A. introduce i colleghi dell'Ufficio Legale:
- Abbiamo con noi il Dottor E.D., responsabile dell'Uffcio Legale, e la sua collega.... ehm... L.S. [N:B: L.S. nell'organigramma aziendale è pari grado di E.D.]

Interviene E.D., secco:
- Le volevo far presente che L.S. è anche lei Dottoressa.
- Ah...sì, certo....

L'imbarazzo generale viene rotto da un'esclamazione di un arguto collega:
- Benvenuti al Sud!!!!

domenica 17 luglio 2011

La poesia di una domenica di ritorni

Cammino lungo un sentiero
che non ha base.
Cado nel vuoto
e il respiro rimane impigliato,
aggrappato sull'orlo di niente.
Queste accecanti tenebre
invadono un etereo nulla
e un rivo strozzato
incespica nel fango delle lapidi.
Aspro è il sorriso,
tetra la luce degli specchi,
ruvida la voce arsa dal freddo,
dal gelo di artigli adunchi.
Le grida di un falco
acute trafiggono gl'irti fili d'erba.
Graffiante è l'eco che scala
un invadente colle familiare,
e si deforma in uno spasimo
la nuvola che avvolge.
Si desta ancora la casa del dolore.
 

Kalindi Achala, 9 febbraio 1922

domenica 26 giugno 2011

Una vita di piccole cose

 "....tu non capisci che... nessuno capisce che quando una donna fa la scelta di sposarsi e avere dei figli, in un certo senso la sua vita comincia, ma, in un altro senso, si ferma. Ti costruisci una vita di piccole cose, e ti fermi, e resti, resti lì, solida, perché i tuoi figli possano andarsene... e quando se ne vanno si portano via la tua vita fatta di piccole cose e a quel punto dovresti ricominciare a vivere, ma... ma  non ti ricordi nemmeno più come si fa, perché è tanto tempo che nessuno ti chiede più niente, inclusa te stessa..."
Francesca (Meryl Streep) a Richard (Clint Eastwood)
 
 

In questi giorni ho (ri)visto I ponti di Madison County e mi sono (ri)commossa mentre (ri)guardavo la storia d''amore tra Richard e Francesca e alla fine mi sono chiesta se io, al posto di Francesca, avrei rinunciato come lei a mollare tutto, marito, figli, fattoria isolata,  e a seguire Richard, ovvero amore, avventura, vita nuova. Non sono riuscita a darmi una risposta, ma l'interrogativo ha scatenato una moltitudine di riflessioni.

Mi è tornato in mente una lettura di qualche tempo fa, il libro di Iaia Caputo Di cosa parlano le donne quando parlano d'amore, che, appunto, mediante esempi letterari e cinematografici sostiene la tesi di fondo che per le donne il grande amore fornisce un pretesto per evadere dalla vita ristretta e limitata che le regole sociale hanno loro imposto. E quanto è giusto rinunciare ad una parte di sé?


venerdì 24 giugno 2011

Stanotte dormirò anch'io

Notturno


Dormono le cime dei monti
E gli abissi del mare
E i promontori lontani
E le forre profonde
Dorme la stirpe degli animali
Che la terra nera nutre
E le belve feroci dei monti
E la stirpe delle api
E i mostri nei gorghi profondi

Del mare di viola
Dormono le stirpi degli uccelli
Dalle ali grandi
Stanotte dormirò
Stanotte dormirò anch’io



Alcmane (Sparta VIII sec. A.C.) 





Dorman e cimme di munti
E u fundu du ma"
E i prumuntoi luntan
E i precipizi

Dorme a stirpe de bestie
Ch'a taera neigra impe
E bestie feruxi di munti
E a famiggia de avie

E i mustri nt'i gurghi prufundi
Du ma" de viola
Dorman e stirpi di ouxelli
Dae ae grandi

Staneutte durmiò
Staneutte durmiò anche mi

domenica 12 giugno 2011

La filastrocca della domenica dei referendum

Bruno Tognolini

Filastrocca dell'acqua

Acqua fuggita dalla sorgente
Chiudo le dita e non stringo niente
Acqua canzone fatta di fresco
Voglio cantarti ma non ci riesco
Acqua leggera, vento da bere
Stai prigioniera nel mio bicchiere
Scivola in bocca , scivola in gola
Sei filastrocca ma senza parola
Scivola giù per gole segrete
Non c'è più acqua, ma non c'è più sete

Rima rimani, Salani 2002


domenica 29 maggio 2011

La poesia della domenica

Emily Dickinson

L'acqua, è insegnata dalla sete.
La terra - dagli oceani traversati.
Il trasporto - dallo spasimo -
La pace - dai suoi racconti di battaglie -
L'amore, dalla memoria di un ritratto -
Gli uccelli, dalla neve.


Water, is taught by thirst.
Land - by the oceans passed.
Transport - by throe -
Peace - by it's battles told -
Love, by memorial mold -
Birds, by the snow.


 

domenica 15 maggio 2011

sabato 14 maggio 2011

Mal comune è davvero mezzo gaudio?

Negli ultimi mesi andare al lavoro mi pesa tantissimo. Mi sono spesso interrogata sulle motivazioni di questo fastidio crescente nei confronti di un'attività, che presa in sé, neanche mi dispiace tanto fare, e sono arrivata alla conclusione che non è il lavoro a pesarmi, ma il contesto demotivante, l'organizzazione farraginosa e disincentivante, il clima lavorativo deprimente. Credevo fosse una specificità della mia azienda, invece sul blog Italiansinfuga trovo un'intervista che mi fa pensare che sia una caratteristica abbastanza diffusa  del mondo del lavoro italiano:


D. - Com’è il mondo lavorativo in Germania? Ci particolari differenze rispetto al nostro Paese?

R.- Se consideriamo il lavoro d’ufficio, i carichi da sostenere sono complessivamente inferiori: c’è maggiore efficienza grazie alla tecnologia più avanzata, e la comunicazione tra i reparti è migliore. C’è anche più meritocrazia, ma le conoscenze o le simpatie di certo non guastano… Bisogna comunque sempre fare un distinguo tra i lavoratori tedeschi e gli stranieri, non solo per la conoscenza della lingua, ma anche per il modo di interpretare il lavoro e di gestire i clienti. Sotto questi punti di vista i tedeschi, in molte attività, sono decisamente favoriti.

La poesia di una notte in cui mi attende la natura grande

Fiorire- è il fine- chi passa un fiore
con uno sguardo distratto
stenterà a sospettare
le minime circostanze
coinvolte in quel luminoso fenomeno
costruito in modo così intricato
poi offerto come una farfalla
al mezzogiorno-
Colmare il bocciolo-combattere il verme-
ottenere quanta rugiada gli spetta-
regolare il calore-eludere il vento-
sfuggire all'ape ladruncola
non deludere la natura grande
che l'attende proprio quel giorno-
Essere un fiore, è profonda
responsabilità.

Emily Dickinson

Il conformismo e il consumismo

"Al potere, come ci ricorda Nietzsche, interessa una società conformista, più facile da governare di una società  che, per effetto della cultura, pensa, e spesso è critica. La storia del Novecento, con i suoi fascismi, nazismi e comunismi, ha offerto truci e tragici esempi di società conformiste perché conformate col terrore. Società che poi sono crollate perché alcuni individui che le componevano intravidero anche altre forme di vita possibili, rispetto a quella dai regimi imposta, da conquistare anche al prezzo della vita. 
Oggi il conformismo non ha bisogno di quei mezzi truci e violenti per imporsi. Perché altre figure come l’egemonia della tecnica e l’egemonia del mercato impongono regole che non possono essere trasgredite, pena l’emarginazione economica quando non addirittura sociale. Questo conformismo, che neppure ha bisogno della violenza per imporsi, prende il nobile nome di “sano realismo”, per cui è “realistico” accettare senza esitazione qualsiasi lavoro precario, anche di breve durata, perché questo è quanto offre il mercato, divenuto il generatore simbolico di tutti i valori (non solo economici).
Sorge a questo punto la domanda [...]: "Ma i fini dell'economia sono anche i nostri fini?" . Evidentemente no, ma dopo che da decenni il mondo dei media che vive di pubblicità e quindi di prodotti da consumare, ci ha per suaso che non si dà altra economia che non sia quella della produzione e del consumo, dove al limite bisogna produrre non solo i beni ma anche i bisogni, se di beni siamo ormai saturi, che spazio resta a chi non vuole conformarsi a questa legge che, avendoci così persuaso, ci ha reso suoi alleati e quindi docili all'adattamento e al conformismo da essa previsto?"
Umberto Galimberti

domenica 8 maggio 2011

Festa della mamma e maternità

"Credo che tutte le donne possano aspirare al titolo di madre, se lo desiderano.

Personalmente non ritengo che una madre sia definita dal fatto che abbia procreato o meno, o dalla presenza fisica di un bambino, cresciuto o meno.

L'istinto materno si trova in modo diverso nelle donne e può essere diretto verso cose diverse.

[...]

Una madre è una donna che ama senza fine,
che aiuta o guida qualcuno o qualcosa
anche se questi proprio non collabora
fino alla fine;
talvolta
anche oltre".


Traduzione "libera" di una bellissima nota di Clarissa Pinkola Estes:


I believe all women have claim to the title of mother, if they wish to be.

I personally dont think a mother is decided by whether she gave birth yes or birth no, not by the physical presence of a child, grown or otherwise.

The mothering instinct is different in women in different ways, and aimed toward different things.

It's a strange cultural blindness that we are taught that a mother is only so by one narrow definition, or 'only real' if she fits that narrow trope.

A mother is a woman who loves endlessly,
who helps and guides someone or something,
even if and when it will not exactly cooperate
til later;
sometimes
much later.

A mother engages when she can
and does so for a duration.
She uses
her heart sense and her common sense
to shelter whatever is vulnerable.

As i was flying over the earth
one night, I saw there were actually
many child souls on earth
in the guise of creatures, loyal dogs,
endearing
cats, and other creatural children,
and that many of them are
in the shelter of human mothers also.

There are women who are mothers
to their own faithful work in helping
the needy and the lonely,

There are women who have become mothers
to grown adults who are not their blood,
but who are their soul relatives, nonetheless.

Also, in Spanish and Latino culture, we call
each other comadres:
This means I am your mother, you are
my mother, we are related in blood love. 

Sometimes a woman is a mother
to great service to the world,
and she give birth to ideas with longevity.

Sometimes a woman is mother
to things that pass most people by...
I think of a woman whose name I do not know,
one tiny old woman I see every spring,
wobbling heedlessly into car traffic
hoisting her watering can
that bangs against her legs as she labors forth....
just to reach a small flower patch
she guardds in the median strip
on a busy highway.
Mother of the flowers in no-man's land.
She is a dear and holy mother also.

So for all the mothers,
whose children may vary drastically
in looks and in need,

Blessed Mother's Day,
you are definitely one
of the mothers amongst us.

and with a mother's and grandmother's love for all the mothers and grandmothers and great grandmothers, all the angel mothers, all our angel children of many shapes and forms, 

dr.e
dr.clarissa pinkola estés

domenica 1 maggio 2011

Buon Primo Maggio, Festa del Lavoro!

Costituzione Italiana

Art. 1 - L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro...


Art. 4 -  La Repubblica riconosce  tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.


Mi sembra bello e importante festeggiare questa giornata, dedicata a un aspetto imprescindibile della vita di tutti noi, sia che siamo lavoratori, che lo siamo stati, che lo saremo, che lo vorremmo essere, che siamo stati costretti a non esserlo più...

Per quanto mi riguarda, il lavoro e questa giornata rappresentano un aspetto importante della mia vita  sociale e anche molto più strettamente personale: il lavoro, sul quale è fondato il nostro essere italiani; il lavoro dal quale spesso dipende ed è plasmata la nostra stessa esistenza e quella della nostra famiglia; il lavoro che per me negli ultimi anni è stato croce e delizia, causa di notti insonni e mal di stomaco  ma anche di qualche piccola o grande soddisfazione umana e materiale.
E poi, last but not least,  questo blog ha preso vita proprio un Primo Maggio!

Buon Primo Maggio a tutti!!
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E per ritrovare la marcia giusta della nostra vita, ecco, da Vivere con Lentezza di Bruno Contigiani:

I nostri primi 14 comandalenti, per trovare la velocità giusta nella vita

1) Svegliarsi 5 minuti prima del solito per farsi la barba, truccarsi o far colazione senza fretta e con un pizzico di allegria.
2) Se siamo in coda nel traffico o alla cassa di un supermercato, evitiamo di arrabbiarci e usiamo questo tempo per programmare mentalmente la serata o per scambiare due chiacchiere con il vicino di carrello.
3) Se entrate in un bar per un caffè:ricordatevi di salutare il barista, gustarvi il caffè e risalutare barista e cassiera al momento dell'uscita(questa regola vale per tutti i negozi, in ufficio e anche in
ascensore)
4) Scrivere sms senza simboli o abbreviazioni, magari iniziando con caro o cara...
5) Quando è possibile, evitiamo di fare due cose contemporaneamente come telefonare e scrivere al computer...se no si rischia di diventare scortesi, imprecisi e approssimativi.
6) Evitiamo di iscrivere noi o i nostri figli ad una scuola o una palestra dall'altra parte della città
7) Non riempire l'agenda della nostra giornata di appuntamenti, anche se piacevoli, impariamo a dire qualche no e ad avere dei momenti di vuoto.
8) Non correte per forza a fare la spesa, senz'altro la vostra dispensa vi consentirà di cucinare una buona cenetta dal primo al dolce.
9) Anche se potrebbe costare un po' di più, ogni tanto concediamoci una visitina al negozio sottocasa, risparmieremo in tempo e saremo meno stressati.
10) Facciamo una camminata, soli o in compagnia, invece di incolonnarci in auto per raggiungere la solita trattoria fuori porta.
11) La sera leggete i giornali e non continuate a fare zapping davanti alla tv.
12) Evitate qualche viaggio nei week-end o durante i lunghi ponti, ma gustatevi la vostra città, qualunque essa sia.
13) Se avete 15 giorni di ferie, dedicatene 10 alle vacanze e utilizzate i rimanenti come decompressione pre o post vacanza.
14)Smettiamo di continuare a ripetere:"non ho tempo". Il continuare a farlo non ci farà certo sembrare più importanti.
 
... e i 7 comandalenti in cucina
 
1) Il cibo è la tua prima medicina: insegna Ippocrate... crediamoci!
2) La poesia del cibo inizia quando facciamo la spesa: scegliamo prodotti di stagione e di qualità. Se vogliamo risparmiare diminuiamo la quantità: che è anche un'ottima scelta per controllare colesterolo e peso.
3) E' scientificamente provato che l'acqua non bolle prima se continuiamo a osservarla: quindi senza fretta appassioniamoci alla preparazione della nostra cenetta e apparecchiamo con cura la tavola, un fiore?
4) Utilizziamo tutti i nostri sensi per godere dei singoli ingredienti: la vista, il tatto, l'olfatto, il gusto ... anche l'udito (i rumori della cucina fanno tanto casa e calore!).
5) Gustiamo ogni forchettata e ogni piccolo sorso di quel vino che, anche se da incompetenti, avremo scelto con amore e cura.
6) Evitiamo il "due in uno"! Se mangiamo non telefoniamo, se telefoniamo non mangiamo.
7)Non precipitiamoci ... il cinema, la lavastoviglie, l'ultimo ritocco al computer, ecc. aspettano





sabato 30 aprile 2011

Perché scrivo

"Scrivo per entrare in contatto
entro in contatto per essere più felice

Scrivo per continuare a sviluppare una  vita più corale, con tutte le persone che sentono questo bisogno.
Come moltissimi altri, mi sono commosso nel leggere L'ultima Lezione del prof. Randy Pausch, che, con dieci metastasi al fegato e tre o sei mesi di vita, parlava ai suoi studenti di come esaudire i sogni dell'infanzia. Ecco, scrivo per dire che si possono compiere piccolissime azioni che possono portare a grandi cambiamenti... anche se fortunatamente non abbiamo avuto né si preannunciano diagnosi nefaste.
Scrivo per esprimere l'entusiasmo che mi prende ancora, quando parlo di certi miei sogni dell'infanzia e dei miei sogni di oggi, e della forza che mi viene nell'amplificarli, confrontandoli con quelli degli altri, degli amici.
Gli amici-di-sempre: quelli che sanno stare con te anche quando le cose vanno abbastanza bene, non quelli che ti-stanno-vicino-nei-momenti-difficili, e soltanto in quelli."


Bruno Contigiani, Vivere con lentezza.

domenica 17 aprile 2011

La poesia di una domenica di anti-casalinghitudine

Anne Sexton

CasalingaAnne Sexton

Certe donne sposano una casa.
Altra pelle, altro cuore
altra bocca, altro fegato
altra peristalsi.
Altre pareti:
incarnato stabilmente roseo.
Guarda come sta carponi tutto il giorno
a strofinar per fedeltà se stessa.
Gli uomini c’entrano per forza,
risucchiati come Giona
in questa madre ben in carne.
Una donna è sua madre.
Questo conta.

giovedì 31 marzo 2011

La poesia per iniziare il mese più crudele

Anche se l'allusione è scontata, la voglio comunque postare, perché è una poesia che ha accompagnato la mia vita e mi è sempre piaciuta molto:



T.S. Eliot

La terra desolata

Thomas Stearns Eliot

I. La sepoltura dei morti

Aprile è il più crudele dei mesi, genera
Lillà da terra morta, confondendo
Memoria e desiderio, risvegliando
Le radici sopite con la pioggia della primavera.
L'inverno ci mantenne al caldo, ottuse
Con immemore neve la terra, nutrì
Con secchi tuberi una vita misera.
L'estate ci sorprese, giungendo sullo Starnbergersee
Con uno scroscio di pioggia: noi ci fermammo sotto il colonnato,
E proseguimmo alla luce del sole, nel Hofgarten,
E bevemmo caffè, e parlammo un'ora intera.
Bin gar keine Russin, stamm' aus Litauen, echt deutsch.
E quando eravamo bambini stavamo presso l'arciduca,
Mio cugino, che mi condusse in slitta,
E ne fui spaventata. Mi disse, Marie,
Marie, tieniti forte. E ci lanciammo giù.
Fra le montagne, là ci si sente liberi.
Per la gran parte della notte leggo, d'inverno vado nel sud.
Quali sono le radici che s'afferrano, quali i rami che crescono
Da queste macerie di pietra? Figlio dell'uomo,
Tu non puoi dire, né immaginare, perché conosci soltanto
Un cumulo d'immagini infrante, dove batte il sole,
E l'albero morto non dà riparo, nessun conforto lo stridere del grillo,
L'arida pietra nessun suono d'acque.
C'è solo ombra sotto questa roccia rossa,
(Venite all'ombra di questa roccia rossa),
E io vi mostrerò qualcosa di diverso
Dall'ombra vostra che al mattino vi segue a lunghi passi, o dall'ombra
Vostra che a sera incontro a voi si leva;
In una manciata di polvere vi mostrerò la paura.

giovedì 24 marzo 2011

Poesie contro la guerra

Parafrasando il poeta: "sventurato il blog che ha bisogno di poesia civile":




Bertolt Brecht

La guerra che verrà

Non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell'ultima
c'erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente egualmente.
 .-.-.-.-.-.-.-.-.-

Generale, il tuo carro armato

Generale, il tuo carro armato è una macchina potente

spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.

Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d'una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.

Generale, l'uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.


.-.-.-.-.-.

Amare il mondo

Ci impegniamo, noi e non gli altri,
unicamente noi e non gli altri,
né chi sta in alto, né che sta in basso,
né chi crede, né chi non crede.
Ci impegniamo:
senza pretendere che gli altri si impegnino per noi,
senza giudicare chi non si impegna,
senza accusare chi non si impegna,
senza condannare chi non si impegna,
senza cercare perché non si impegna.
Se qualche cosa sentiamo di "potere"
e lo vogliamo fermamente
è su di noi, soltanto su di noi.
Il mondo si muove se noi ci muoviamo,
si muta se noi ci facciamo nuovi,
ma imbarbarisce
se scateniamo la belva che c'è in ognuno di noi.
Ci impegniamo:
per trovare un senso alla vita,
a questa vita
una ragione
che non sia una delle tante ragioni
che bene conosciamo
e che non ci prendono il cuore.
Ci impegniamo non per riordinare il mondo,
non per rifarlo, ma per amarlo.

domenica 20 marzo 2011

La poesia di una domenica dolente

Gioconda Belli

Nella dolente solitudine della domenica

Sono qui,
nuda,
sulle lenzuola solitarie
di questo letto in cui ti desidero.

Guardo il mio corpo, 
liscio e rosato nello specchio,
il mio corpo
che è stato avido territorio dei tuoi baci,
questo corpo pieno di ricordo
della tua incontenibile passione
sul quale hai combattuto sudate battaglie
nelle lunghe notti di gemiti e di risa
e di sudori dalle mie cavità profonde.

Guardo i miei seni
che sistemavi sorridendo
nel palmo della tua mano,
che stringevi come uccellini nelle tue gabbie di cinque sbarre,
mentre un fiore mi si accendeva
e arrestava la sua dura corolla
contro la tua dolce carne.

Guardo le mie gambe,
lunghe e lente conoscitrici delle tue carezze,
che ruotavano rapide e nervose sui loro cardini
per aprirti il psentiero della perdizione
proprio verso il mio centro
verso la dolce vegetazione del campo
dove hai ordito taciti combattimenti
coronati dal piacere,
annunciati da raffiche di fucile
e da arcaici tuoni.

Mi guardo e mi vedo,
è lo specchio di te che si tende dolente
su questa solitudine domenicale,
uno specchio rosato,
un calco vuoto che cerca l'altro suo emisfero.

Piove a dirotto sul mio volto
e penso soltanto al tuo amore lontano
mentre difendo 
con tutte le mie forze,
la speranza.


traduzione italiana di Margherita D'Amico

giovedì 17 marzo 2011

Un'altra poesia di rivolta

Maya Angelou 

Ancora  mi solleverò 

Tu puoi scrivere di me nella storia,
con le tue bugie amare e contorte.
Puoi calpestarmi nel fango
ma io, come la polvere, mi sollevero'.

La mia impertinenza ti irrita?
Perche' sei così cupo?
Perche' io cammino come se avessi pozzi di petrolio
che sgorgano nel mio salotto.

Proprio come le lune e come i soli,
con la certezza delle maree,
proprio come speranze liberate,
di nuovo io mi sollevero'.

Volevi vedermi spezzata?
Con la testa china e gli occhi bassi?
Le spalle cadenti come lacrime.
Indebolita dalle grida dell'anima.

La mia superbia ti offende?
Non prenderla a male.
Perche' io rido come se avessi miniere d'oro
Nel mio cortile.

Puoi spararmi con le parole.
Puoi ferirmi con gli occhi.
Puoi uccidermi con l' odio,
ma io, come l'aria, mi solleverò.

La mia sensualità ti disturba?
E' una sorpresa
ch'io danzi come se avessi diamanti
all'incrocio delle cosce?

Fuori dalle capanne dell'ignominia della storia,
mi sollevo.
In alto, da un passato radicato nel dolore,
mi sollevo.
Sono un oceano nero, immenso nel balzo,
scrosciando e ingrossando, do' frutti nella marea.
Lasciando alle spalle notti di terrore e angoscia,
mi sollevo.
In un'alba meravigliosamente chiara,
mi sollevo.
Portando i doni che i miei antenati mi diedero,
Io sono il sogno e la speranza dello schiavo.

Mi sollevo.
Mi sollevo.
Mi sollevo
.



Still I Rise

You may write me down in history
With your bitter, twisted lies,
You may trod me in the very dirt
But still, like dust, I'll rise.

Does my sassiness upset you?
Why are you beset with gloom?
'Cause I walk like I've got oil wells
Pumping in my living room.

Just like moons and like suns,
With the certainty of tides,
Just like hopes springing high,
Still I'll rise.

Did you want to see me broken?
Bowed head and lowered eyes?
Shoulders falling down like teardrops.
Weakened by my soulful cries.

Does my haughtiness offend you?
Don't you take it awful hard
'Cause I laugh like I've got gold mines
Diggin' in my own back yard.

You may shoot me with your words,
You may cut me with your eyes,
You may kill me with your hatefulness,
But still, like air, I'll rise.

Does my sexiness upset you?
Does it come as a surprise
That I dance like I've got diamonds
At the meeting of my thighs?

Out of the huts of history's shame
I rise
Up from a past that's rooted in pain
I rise
I'm a black ocean, leaping and wide,
Welling and swelling I bear in the tide.
Leaving behind nights of terror and fear
I rise
Into a daybreak that's wondrously clear
I rise
Bringing the gifts that my ancestors gave,
I am the dream and the hope of the slave.
I rise
I rise
I rise.

mercoledì 16 marzo 2011

Io non ci sto

alla dittatura mediatica dell’avvenenza,
che mi fa esistere solo se bella o appetibile,
barattando il mio pensiero in nome di una magra
visibilità.

ad essere solo corpo.
Da guardare,
da toccare,
da giudicare,
da mercificare.

poiché conosco
cosa genera l’offerta della mia carne
sugli sguardi inconsapevoli.

e pretendo rispetto
e che si dia spazio a tutte le mie
diversità.

La mia rivoluzione comincia con il rifiuto
dell’immaginario imposto
per mutare nel respiro di una nuova dignità.

G.V.


I SAY NO  (English Version)
          
I say no
to mass-media tyranny of attractiveness
where I only exist if I am pretty or toothsome
trading in my brain for a meagre
visibility.

I say no
to being a mere body.
To be watched
touched
judged
traded.

I say no
since I know
how this pledding of my flesh
moulds unwitting eyes.

I say no
and I demand respect
and that room be made for all my diversity
My revolution start from my rejection
of the image thrust upon us
to turn into a breathing of a newfound dignity. 
 
 

lunedì 7 marzo 2011

Dedicata alle mie figlie

Gioconda Belli

A Melissa, mia figlia

Ti amo con i capelli
gli occhi, le braccia e le gambe.

Tutto quel che io sono
ti ama e ti conosce.

Il mio amore è un'anfora
che, colma d'acqua, non si rovescia mai.

Il mio amore mi rende universale e planetaria,
mi accomuna agli animali e alle piante,
mi rende enorme, incontenibile, immensa,
canta nel mio corpo,
trabocca di tenerezza,
ti fa nascere un'altra volta
con un parto senza fine,
quando dormi
contenta e stretta
a me.

Traduzione di Margherita D'Amico

domenica 6 marzo 2011

La poesia della domenica con tanta voglia di mare

Gioconda Belli
 
Castelli di sabbia
 
Perché non mi hai detto che stavi costruendo
Quel castello di sabbia?
 
Sarebbe stato così bello
Potervi entrare attraverso la piccola porta,
percorrere i suoi salati corridoi,
attenderti nelle stanze di conchiglie,
parlandoti dal balcone
con la bocca piena di spuma bianca e trasparente
come le mie parole, 
quelle parole lievi che ti dico,
che non pesano più 
dell’aria tra i miei denti.
 
E' così bello il mare.
 
Sarebbe stato così bello il mare
dal nostro castello di sabbia,
che lambisce il tempo
con la tenerezza
intima e profonda dell’acqua,
fantasticando sulle storie che ci raccontavano
quando, bambini, assorbivamo
la Natura a pori aperti.
 
Ora l’acqua si è portata via il tuo castello di sabbia
nell’alta marea,
si è portata via le torri,
i fossati, 
la porticina da cui eravamo passati
nella bassa marea,
quando la realtà è lontana
e ci sono castelli di sabbia
sulla spiaggia...



Traduzione di Margherita D'Amico

domenica 27 febbraio 2011

Libertà è partecipazione



La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

domenica 13 febbraio 2011

La poesia di una domenica piena....

... di esperienze e sensazioni positive: ho scoperto un posto bello, ricco di storia e cultura, nella mia città, insieme a persone simpatiche e appassionate; ho incontrato -casualmente - dopo tantissimi anni  un'amica carissima che avevo perso di vista per le divergenti esperienze di vita; ho partecipato a una manifestazione piena di gente viva; last but not least ho mangiato un gelato buonissimo!


Nazim Hikmet


Don Chisciotte

Il cavaliere dell'eterna gioventù
seguì, verso la cinquantina,
la legge che batteva nel suo cuore.
Partì un bel mattino di luglio
per conquistare, il bello, il vero, il giusto.
Davanti a lui c'era il mondo
con i suoi giganti assurdi e abbietti
sotto di lui Ronzinante
triste ed eroico.

Lo so quando si è presi da questa passione
e il cuore ha un peso rispettabile
non c'è niente da fare, Don Chisciotte,
niente da fare
è necessario battersi
contro i mulini a vento.

Hai ragione tu, Dulcinea
é la donna più bella del mondo
certo
bisognava gridarlo in faccia
ai bottegai
certo
dovevano buttartisi addosso
e coprirti di botte
ma tu sei il cavaliere invincibile degli assetati
tu continuerai a vivere come una fiamma
nel tuo pesante guscio di ferro
e Dulcinea
sarà ogni giorno più bella.

domenica 30 gennaio 2011

La poesia di una domenica passata alla faticosa ricerca dell'equilibrio

Eugenio Montale

Felicità raggiunta

Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.

Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto di un bambino
a cui fugge il pallone tra le case.

lunedì 24 gennaio 2011

Se l'amore è un gioco....

Gioconda Belli

Regole del gioco per gli uomini che vogliono amare donne donne

L’uomo che mi ami
dovrà saper aprire il velo della pelle,
scoprire la profondità dei miei occhi
e conoscere quello che si annida in me,
la rondine trasparente della tenerezza.

L’uomo che mi ami
non vorrà possedermi come una mercanzia,
né esibirmi come un trofeo di caccia,
saprà stare al mio fianco con lo stesso amore
con il quale io starò al suo.

L’amore dell’uomo che mi ami
sarà forte come gli alberi di ceibo,
protettivo e sicuro come quelli,
limpido come una mattina di dicembre.

L’uomo che mi ami
non dubiterà del mio sorriso
né temerà l’abbondanza dei miei capelli,
rispetterà la tristezza, il silenzio
e con carezze toccherà il mio ventre come chitarra
perché sgorghi musica ed allegria
dal profondo del mio corpo.

L’uomo che mi ami
potrà trovare in me
l’amaca dove riposare
il pesante fardello delle sue preoccupazioni,
l’amica con cui dividere i suoi segreti più intimi,
il lago dove nuotare
senza paura a che l’ancora del compromesso
gli impedisca di volare quando gli succeda d’essere uccello.

L’uomo che mi ami
farà poesia con la sua vita,
costruendo ogni giorno
con lo sguardo posto al futuro.

Però, sopra ogni cosa,
L’uomo che mi ami
dovrà amare il popolo
non come una parola astratta
estratta dalla manica,
ma come qualcosa di reale, concreto,
al quale rendere omaggio con azioni
e dare la vita se è necessario.

L’uomo che mi ami
riconoscerà il mio viso nella trincea
ginocchio in terra mi amerà
mentre spariamo insieme
contro il nemico.

L’amore del mio uomo
non conoscerà la paura del darsi,
né temerà scoprirsi alla magia dell’innamoramento
in una piazza piena di gente.
Potrà gridare – ti amo -
o mettere striscioni dall’alto delle case
proclamando il suo diritto a sentire
il più bello e umano dei sentimenti.

L’amore del mio uomo
non fuggirà dalle cucine,
né dai panni del figlio,
sarà come un vento fresco
portando via tra le nubi del sogno e del passato,
le debolezze che, per secoli, ci hanno tenuti separati
come esseri di distinta statura.

L’amore del mio uomo
non vorrà definirmi o etichettarmi,
mi darà aria, spazio,
alimento per crescere ed essere migliore,
come una Rivoluzione
che faccia di ogni giorno
l’inizio di una nuova vittoria.

tr. it. di Gennaro Carotenuto 

giovedì 20 gennaio 2011

Un'iniezione di felicità

Per le giornate in cui ci sentiamo tristi, infelici, o anche solo un po' più giù del solito.



I disegni sono tratti dal libro Be Happy. Il piccolo libro della felicità di Monica Sheehan; la musica, di Pasquale Catalano,  è tratta dalla colonna sonora di Mine vaganti.

domenica 16 gennaio 2011

America e sindacato

Barbara Ehrenreich, sociologa, femminista, giornalista, mossa da sensibilità sociale e interesse scientifico, per un paio di anni ha cercato di vivere, o meglio sopravvivere, come fanno milioni di americani che quotidianamente si arrabattano con lavori a basso salario. Da questa esperienza è nato il brillante reportage  Nickel and Dimed, tradotto anche in italiano: Una paga da fame. Come (non) si arriva a fine mese nel paese più ricco del mondo.
Il libro è una lettura interessante e lo stile brioso e ironico dell'autrice non evita pesanti riflessioni sociali.

In questi giorni in cui le note vicende della FIAT e della FIOM hanno provocato numerosi dibattiti sul ruolo e la funzione di un sindacato moderno, trovo particolarmente interessante la lettura dell'episodio in cui Barbara, durante l'addestramento di gruppo per essere inserita a lavorare come commessa a Wal Mart, viene tra l'altro istruita sul ruolo dei sindacati:

Il tema della conflittualità interna. peraltro superabile "con una mentalità retta e con un atteggiamento positivo", prosegue nel video intitolato Hai scelto un gran bel posto di lavoro, della durata di dodici minuti. In questo video diversi collaboratori testimoniano del "clima da grande famiglia per il quale Wal-Mart è famoso", lasciando intendere che in un posto del genere i sindacati non servono.Un tempo, molto tempo fa, i sindacati svolgevano, sì, un ruolo importante nella società americana, ma oggi "non hanno più molto da offrire ai lavoratori", i quali infatti li abbandonano "a frotte". Wal-Mart fiorisce, i sindacati declinano: tirate un po' voi le conclusioni.Ma, attenzione, "Wal-Mart è da sempre nel mirino dei sindacati". Perché? Perché le quote d'iscrizione fanno gola, è ovvio.Pensate però agli svantaggi di chi si iscrive a un sindacato: innanzitutto perde il denaro della quota di iscrizione, che ammonta a 20 dollari al mese, "a volte molto di più"; in secondo luogo, "perde la propria voce", perché il sindacato pretende di parlare per lui; infine, perde salario e benefici, che vengono "giocati sul tavolo delle trattative". C'è di che stupirsi, lascia intendere il video (e secondo me alcuni dei più giovani tra i presenti a questo punto saranno d'accordo), che i sindacalisti, questi nemici dei lavoratori, questi sfacciati estorsori, possano girare impuniti per il paese! (pag. 102)




Ancora di Barbara Ehrenreich, Smile or Die, un video critico nei confronti dell'ideologia narcotizzante del pensiero positivo:

sabato 15 gennaio 2011

La poesia in anticipo



Patrizia Cavalli

Qualche volta un silenzio può essere
apparenza di più vasti pensieri
che non possono aprirsi
alla cadenza di una voce giornaliera.
ma questo non è il tuo caso
cara mia:il tuo caso è soltanto
totale mancanza di allegria.

mercoledì 12 gennaio 2011

Una piccola idea per una grande rivoluzione

Sembra una geniale provocazione, ma credo che Arianna Huffington abbia davvero ragione: la qualità della nostra vita sarebbe migliore se dormissimo di più. Sicuramente vale per me, in questo momento più che mai.

Grazie a Vivere con lentezza per avere proposto questa conferenza!

domenica 9 gennaio 2011

Le poesie di una domenica piena di scintille.

Sì, domenica mogia e nervosa, perché a nessuno di noi domani va di riprendere il lavoro, la  scuola, la normalità...

Vincenzo Cardarelli

Il sonno della vergine

Fu varcata una sera con tua madre
la soglia della tua stanza,
o vergine scontrosa,
e ti vidi dormire.
Stavi lì, sul tuo letto, supina,
immobile e senza respiro,
finalmente domata.
Nulla d'angelico era in te che dormivi
senza sogni, senz'anima,
come dorme una rosa.
E un po' del tuo colore
se n'era andato.
Chiuso il volto, rappreso
in un sonno lontano
e gonfio d'occulto fermento,
lievitavi dormendo, come un tempo
nel grembo materno.
E io vidi, fanciulla,
il tuo sonno stupendo.

.-.-.-.-.-.-.
Gabbiani
Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca