Visualizzazione post con etichetta casalinghitudine. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta casalinghitudine. Mostra tutti i post

domenica 17 aprile 2011

La poesia di una domenica di anti-casalinghitudine

Anne Sexton

CasalingaAnne Sexton

Certe donne sposano una casa.
Altra pelle, altro cuore
altra bocca, altro fegato
altra peristalsi.
Altre pareti:
incarnato stabilmente roseo.
Guarda come sta carponi tutto il giorno
a strofinar per fedeltà se stessa.
Gli uomini c’entrano per forza,
risucchiati come Giona
in questa madre ben in carne.
Una donna è sua madre.
Questo conta.

mercoledì 9 giugno 2010

La stagione degli amori?

Giornataccia di una settimanaccia: torno a casa dal lavoro stanca, snervata e piena di pessimismo, oltremodo scocciata perché devo andare di corsa al supermercato a fare la spesa per una allestire una qualche cena che non ho nessuna voglia di preparare.....Mentre mi trascino stancamente, su un marciapiede schifosamente imbrattato di sporcizia, alzo lo sguardo e, davanti a me, due giovani irradiano amore: si guardano negli occhi, si sorridono, si abbracciano, si baciano..... mi viene istintivamente da sorridere con superiorità: vabbe', sono giovani, ancora ci credono.... 
Mentre sto per entrare nel supermercato, la coppia  davanti a me, formata da un uomo attempato e da un'africana non più giovanissima, senza dirsi una parola si abbraccia di scatto e si bacia a lungo....
Faccio la spesa di corsa, mi precipito in cassa, dove c'è una discreta coda di gente impaziente, e la coppia di mezz'età davanti a me, per ingannare l'attesa, si bacia senza pudore; a questo punto tutte le persone in fila si lasciano coinvolgere dalla sensazione di benessere che i due emanano e anche i più impazienti si mettono a chiacchierare con il vicino, una donna addirittura insiste affinché la signora  anziana dopo di lei, che ha acquistato un gelato, paghi prima di lei per evitare che il gelato si sciolga...... 
Sono convinta che oggi nell'aria c'è qualcosa di speciale!



Maria Attanasio
Quale Amore
Amore di chiodi e legno
amore di piedi veloci ed occhi languidi
amore di cenere e vento
amore di ali e sassi
di occhi azzurri nel verde delle mie vene
ai polsi
amore guarito dal dolore
amore medicamentoso
amore dato mendicato
perso e ritrovato
amore di muscoli e cervello
amore perdonato
amore di Maggio
amore di poeta
amore d'amante
amore sconosciuto
amore messo al bando
amore mangiato e bevuto
fumato fino all'alba
sotto stelle decise a cadere
solo per noi.
Amore
quale amore mi consumerà
fino alla fine
salendo e scendendo con me scale
e arpeggi e memoria. 

lunedì 12 aprile 2010

Il gusto pieno della vita

Ridiamo per non piangere!



Ho recuperato questo video della TV delle ragazze (ah, bei tempi e bella TV!) grazie a un interessante post di Femminismo a Sud: Dalla critica alla proposta: urgono immagini alternative da comunicare!

martedì 22 dicembre 2009

Una moderna Durga


Bella questa immagine del blog I'm a Woman.

Durga nella religione induista è una forma di Devi, la Madre Divina. È raffigurata come una donna che cavalca un leone, con numerose braccia mani che impugnano diversi tipi di armi e fanno dei mudra (gesti simbolici fatti con la mano). Questa forma della Dea è l'incarnazione dell'energia creativa femminile (Shakti). Di carattere ambivalente, ha in sé entrambi i poteri di creazione e distruzione (Wikipedia)

martedì 19 maggio 2009

Ritorno a casa

"Cerco di radicarmi in me, dipendo puntigliosamente dall'esterno, da persone e cose che non riescono a garantirmi sicurezze. Così la casa - abitudine, solitudine, negritudine - si fa radice vistosa e assorbente: non posso lasciarla a se stessa, non reggo il disordine la polvere il vaso dei fiori vuoto. Allora la domestica due volte alla settimana: il grosso è risolto, lavori pesanti non ne faccio più; ma restano tantissimi piccoli gesti - vuotare i posacenere, sprimacciare i cuscini del divano, raccogliere i giochi di Tommaso, annaffiare le piante del terrazzo, sistemare i giornali, spegnere lo scaldabagno quando accendo la lavatrice altrimenti il contatore non regge, cucinare e ospitare, comprare il latte, pulire l'oliera almeno ogni tanto, i l cambio di stagione con i vestiti da mettere via, dividere il bianco dal colore prima di mettere i panni in lavatrice, stendere il bucato e ritirarlo, lavare le tende smontarle e rimontarle, attaccare i bottoni, togliere la polvere dai quadri altrimenti è inutile tenerli appesi, comprare il concime per le piante, mettere l'antispifferi alle finestre, sostituire il rotolo finito di carta igienica con quello nuovo, pulire il filtro della lavastoviglie, comprare le pile di ricambio per la sveglia elettrica e per i giochi di Tommaso, togliere le incrostazioni di calcio dalla macchinetta del caffè e dal ferro da stiro, comprare la carta extra-strong e la puntina del giradischi, un detersivo per il cotone un altro per lana seta nylon, sale grosso e sale fino, affettare l'arrosto grattugiare il parmigiano: fare argine alle puzze, al degrado, alla frammentazione - e senza questi gesti non si sopravvive, io non sopravvivo."

Clara Sereni, Casalinghitudine


La ristrutturazione è stata "preparata" da un avvicendamento alla testa della Direzione Risorse Umane e da un conseguente irrigidimento dei rapporti gerarchici. Senza arrivare a parlare di mobbing, se non in casi isolati, abbiamo assisitito a un progressivo aumento di pressione lavorativa e disciplinare sulle persone, con un conseguente deterioramento dei rapporti umani. Quando ne abbiamo avuto consapevolezza, era ormai troppo tardi: il clima è ormai raggelato, tutti diffidano di tutti, nessuno si abbandona più al piacere di fare quattro chiacchiere rilassate con i colleghi, improvvisamente divenuti "nemici". Si lavora tesi, guardandosi le spalle, senza mai abbassare la guardia, senza nessun piacere né soddisfazione...che fatica!

E allora, per quanto mi riguarda, ho scoperto di avere un disperato bisogno della mia casalinghitudine, di quei gesti, sempre uguali a se stessi e ripetuti all'infinito, che mi fanno ritrovare la mia dimensione più umilmente umana: lavare, pulire, mettere a posto, cucinare...non più solo incombenze noiose, ma il segno concreto e tangibile della presenza mia e delle persone cui voglio bene.