domenica 25 settembre 2011

La svolta

Manco dal blog da quasi un mese.... anche se sono entrata quasi quotidianamente, tentando ogni volta di rispondere alla domanda di Soffio,  senza però riuscire a trovare mai le parole per tentare di dire quello che sto vivendo.

Stamattina ho pubblicato una poesia che in qualche modo trasmette i miei sentimenti attuali; mentre cliccavo sul tasto "pubblica" ho capito che la struggente bellezza dei versi di Alda Merini non era abbastanza per la mia avidità di dire e che avrei dovuto trovare parole tutte mie, certamente meno poetiche e profonde, ma mie. E che dovevo vincere la paura, fortissima, che il blog venisse snaturato e cambiasse pelle, perché io la pelle la sto già cambiando, costretta dalla vita, la vita che non è mai immobile ma continuo cambiamento. Un cambiamento che molto spesso avviene nel dolore, dal quale non ci si può difendere né fuggire, con il quale ci si deve "sporcare le mani" se si vuole in qualche modo uscirne.

Il mio dolore, la mia battaglia in questo momento è una bruttissima e purtroppo molto diffusa malattia, l'anoressia nervosa, di cui mia figlia soffre da alcuni mesi, nei quali abbiamo assistito impotenti alla distruzione scientifica di un corpo sano e bello e all'ossessivo deragliare di una mente brillante.

Abbiamo avuto la fortuna di incontrare quasi subito medici competenti dal punto di vista umano e professionale, tuttavia la perniciosità della malattia è tale che la malata non riconosce di avere un problema e, quindi, non accetta il percorso di cura e non collabora. Da tre settimane mia figlia è in ospedale, per un intervento definito tecnicamente "salvavita"....

In tutti questi mesi di enorme preoccupazione e tensione e sofferenza di tutta la famiglia sono entrata in contatto con numerose altre persone colpite come me da questa malattia e ho incontrato diversi medici e figure professionali che si occupano in vario modo di queste pazienti, che utilizzano il  loro corpo per gridare il profondo dolore della loro anima. 

Sono prevalentemente ragazze e prevalentemente adolescenti, prigioniere della loro ossessione di introdurre cibo. Vite interrotte, corpi martoriati che ci buttano in faccia il fallimento della nostra società e dei suoi inutili valori e ci costringono a riflettere senza cercare scuse o attenuanti sui nostri errori e sulle nostre debolezze di adulti e di genitori e a riconsiderare le nostre esistenze in base ai temi "forti": la vita, la morte, l'amore, i rapporti umani... per scoprire, un po' alla volta, con orrore, che abbiamo costruito una società profondamente malata nell'animo.



La poesia della domenica

Alda Merini 

Lascio a te queste impronte sulla terra
tenere dolci, che si possa dire:
qui è passata una gemma o una tempesta,
una donna che avida di dire
disse cose notturne e delicate,
una donna che non fu mai amata.
Qui passò forse una furiosa bestia
avida sete che dette tempesta
alla terra, a ogni clima, al firmamento,
ma qui passò soltanto il mio tormento.

domenica 28 agosto 2011

Spararsi le pose?

Grazie alla Libreria Tuba ho scoperto un interessante video realizzato da Yolanda Dominguez, artista multimediale spagnola.
Nel video alcune donne normali riproducono in luoghi di vita quotidiana (una strada, un parco, un mercato...) le pose artefatte ed esagerate delle modelle nelle foto di moda, suscitando diverse reazioni nei passanti.

sabato 27 agosto 2011

La poesia della scelta

TED KOOSER

SCEGLIENDO UN LETTORE

Per prima cosa, mi piacerebbe che fosse bella,
e camminasse con grazia sulla mia poesia
nel momento più solitario di un pomeriggio,
i capelli ancora umidi sul collo, lavati
da poco. Dovrebbe indossare
un impermeabile, vecchio, un po’ sporco
perché non ha abbastanza soldi per la lavanderia.
Tirerà fuori gli occhiali, e lì,
nella libreria, sfoglierà
le mie poesie, poi metterà di nuovo il libro
sullo scaffale. E si dirà:
“A quel prezzo, posso far lavare
il mio impermeabile alla tintoria.” E lo farà. 

 (da Sure Signs, 1980)

.-.-.-.-.-.
Selecting a reader

First, I would have her be beautiful,
and walking carefully up on my poetry
at the loneliest moment of an afternoon,
her hair still damp at the neck
from washing it. She should be wearing
a raincoat, an old one, dirty
from not having money enough for the cleaners.
She will take out her glasses, and there
in the bookstore, she will thumb
over my poems, then put the book back
up on its shelf. She will say to herself,
“For that kind of money, I can get
my raincoat cleaned.” And she will

mercoledì 17 agosto 2011

Quando il cuore sbaglia....

L'arciere che oltrepassa il suo bersaglio
fallisce, come chi non lo raggiunge.
Troppa forza avrò messo nel cuore
o sarà stato intermittente il cuore?

Ma il bersaglio era mobile, e mi offro
vili scusanti. Aiutami, se puoi,
valuta a fondo la mia grande impresa.
Con convinzione lasciati trafiggere.

Maria Luisa Spaziani, La traversata dell'oasi

domenica 14 agosto 2011

La poesia di una domenica in cui nutro la mente

La mente,  è ampia più del cielo,


La mente,  è ampia più del cielo,
Perché: metti l’una accanto all’altro,
L’una conterrà l’altro facilmente,
E conterrà anche te. 

La mente è profonda più del mare,
Perché: se accosti, l’una  l’altro, blu contro blu,
L’una, l’altro assorbirà,
Come avviene con le spugne dentro un secchio.

Il cervello pesa come Dio,
Perché: sollevali insieme, libbra a libbra,
Saranno differenti, se lo sono, 
Come la sillaba dal suono. 

Emily Dickinson,  1862   Poesie (632) 

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 The Brain ­ is wider than the Sky ­

The Brain ­ is wider than the Sky ­
For ­ put them side by side ­
The one the other will contain
With ease ­ and You ­ beside ­
The Brain is deeper than the sea ­
For ­ hold them ­ Blue to Blue ­
The one the other will absorb ­
As Sponges ­ Buckets ­ do ­
The Brain is just the weight of God ­
For ­ Heft them ­ Pound for Pound ­
And they will differ ­ if they do ­
As Syllable from Sound ­