domenica 25 ottobre 2009
La poesia della domenica
Come la bruma non lascia sfregi
sul verde cupo della collina
così il mio corpo non lascia sfregi
su di te e non lo farà mai
oltre le finestre nel buio
i bambini vengono, i bambini vanno
come frecce senza bersaglio
come manette fatte di neve
il vero amore non lascia tracce
se tu e io siamo una cosa sola
si perde nei nostri abbracci
come stelle contro il sole
come una foglia cadente può restare
un momento nell'aria
così come la tua testa sul mio petto
così la mia mano sui tuoi capelli
e molte notti resistono
senza una luna, senza una stella
così resisteremo noi
quando uno dei due sarà via, lontano
Leonard Cohen
venerdì 9 ottobre 2009
L'utilizzatore "brutto, tinto e rifatto" e la silente ministra delle Pari Opportunità
Berlusconi a Porta a Porta ha risposto alle critiche mosse da Rosy Bindi, unica donna presente, definendola "più bella che intelligente". L'unica reazione a tale insulto è stata quella della stessa Bindi, che ha osservato che lei non appartiene alla categoria delle disponibili e utilizzabili.
Silenzio anche dalle donne dei partiti di governo e dalle ministre, compresa la ministra delle Pari Opportunità:
"Qualsiasi siano i motivi per cui è finita lì. cerchi di ricordarsi per favore che le pari opportunità non sono un concorso di bellezza. E che non si può lasciare a dei vecchi mandrilli, per quanto ricchi e potenti, il potere di parola e di giudizio su ciò che sono. sanno e possono fare e dire le donne, a prescindere dall'età e dai canoni estetici. Lasciare insultare una collega, anche dell'opposizione, con argomenti che nulla hanno a che fare con l apolitica, ma solo con il sessismo, è un errore grave, di cui paghiamo il prezzo tutte."
domenica 4 ottobre 2009
Tutto cambia, ma non il mio amore
Pubblico anch'io lo stesso ricordo di Renato (grazie, Renato!)
Todo Cambia
Cambia lo superficial
cambia también lo profundo
cambia el modo de pensar
cambia todo en este mundo
Cambia el clima con los años
cambia el pastor su rebaño
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño
Cambia el mas fino brillante
de mano en mano su brillo
cambia el nido el pajarillo
cambia el sentir un amante
Cambia el rumbo el caminante
aunque esto le cause daño
y así como todo cambia
que yo cambie no extraño
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia el sol en su carrera
cuando la noche subsiste
cambia la planta y se viste
de verde en la primavera
Cambia el pelaje la fiera
Cambia el cabello el anciano
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño
Pero no cambia mi amor
por mas lejos que me encuentre
ni el recuerdo ni el dolor
de mi pueblo y de mi gente
Lo que cambió ayer
tendrá que cambiar mañana
así como cambio yo
en esta tierra lejana
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Pero no cambia mi amor...
(Testo del poeta cileno Julio Numhauser)
mercoledì 30 settembre 2009
W l'ironia
Personalmente, invece, ho sempre apprezzato e praticato un atteggiamento ironico nei confronti della realtà e di me stessa: trovo che renda tutto più facile, più divertente, più entusiasmante, più colorato. E' una leggerezza che non banalizza, anzi dà spessore alla realtà, permette di scoprire lati inaspettati delle persone, delle cose, delle situazioni.
E allora oggi, quando ho scoperto un post di Maurizio Saruggia che analizzava l'ironia nella comunicazione, mi sono entusiasmata, e con altrettanto entusiasmo voglio citare le parti che più mi sono piaciute:
L’ironia è il risultato della somma di diversi fattori psicologici, tra i quali la capacità di star bene con se stessi e con gli altri ...
Se siamo ironici diamo la possibilità ai nostri interlocutori di di scoprire tutti gli aspetti di una determinata realtà e soprattutto quelli che non si vedono.
L’ironia è fantastica, apre la mente, mostra le facce della realtà che ci permettono di vedere la problematica in maniera globale, cosa necessaria per raggiungere l’illuminazione.
L’ironia usata come autoironia è magica perché diventa uno strumento di autoformazione umana e professionale molto importante, perché avvia verso l’autoriflessione e la lettura della parte più profonda di noi stessi.Vi è poi un aspetto misterioso dell’ironia:
alla base del meccanismo ironico agisce una forma di dissociazione o distanziamento dall’evento.
Per meglio dire questo meccanismo ci permette di essere dentro all realtà , ma di restarne contemporaneamente lontani, come se la vedessimo proiettata in uno schermo cinematografico, dandoci così la possibilta di vedere le cose con distacco ma lucidità.
La partecipazione agli eventi ci permette di conservare un rapporto di empatia con l’evento , cioè la capacità di identificarci con esso; il distanziamento ci offre la possibilità di comprenderlo meglio, perché generato dalla visione pià ampia dei fatti.
Quindi in sostanza giocare con se stessi è quello che ci permette di fare l’ironia , nel termine più esteso di capacità creativa dell’adulto, si intende.
Giocare con se stessi vuole dire uscire dalla personale rigidità e sicumera, che a volte abbiamo nel nostro comportamento, che ci impedisce di vedere la complessiva realtà dei fatti e quindi ci toglie la capacità di trovare soluzioni ai problemi....Usiamo l’ironia e l’autoironia ragazzi, perché ci libera dall’intolleranza e dall’ arroganza e ci dà modo di governare la realta anziché esserne governati.
Tanta ironia a tutti!
martedì 29 settembre 2009
Non mi pento di niente
Dalla donna che sono,
mi succede, a volte,
di osservare, nelle altre, la donna che potevo essere;
donne garbate, laboriose, buone mogli,
esempio di virtù,
come mia madre
avrebbe voluto.
Non so perchè
tutta la vita
ho trascorso a
ribellarmi a loro.
Odio le loro minacce
sul mio corpo
la colpa che le loro vite
impeccabili,
per strano maleficio
mi ispirano;
mi ribello contro le loro buone azioni,
contro i pianti di nascosto
del marito,
del pudore della sua nudità
sotto la stirata e inamidata biancheria intima.
Queste donne,
tuttavia, mi guardano
dal fondo dei loro specchi;
alzano un dito accusatore
e, a volte, cedo al loro sguardo di biasimo
e vorrei guadagnarmi il consenso universale,
essere "la brava bambina", essere la "donna decente",
la Gioconda irreprensibile,
prendere dieci in condotta
dal partito, dallo Stato,
dagli amici,
dalla famiglia, dai figli
e da tutti gli esseri
che popolano abbondantemente
questo mondo.
In questa contraddizione inevitabile tra quel che doveva essere
e quel che è,
ho combattuto numerose
battaglie mortali,
battaglie a morsi, loro contro di me
- loro contro di me che sono me stessa -
con la psiche
dolorante,
scarmigliata,
trasgredendo progetti ancestrali, lacero le donne che vivono in me
che, fin dall'infanzia, mi guardano torvo
perchè non riesco nello stampo perfetto dei loro sogni,
perchè oso essere quella folle, inattendibile, tenera e vulnerabile
che si innamora come una triste puttana
di cause giuste,
di uomini belli
e di parole giocose
Perchè, adulta, ho osato vivere l'infanzia proibita
e ho fatto l'amore sulle scrivanie nelle ore d'ufficio,
ho rotto vincoli inviolabili
e ho osato godere
del corpo sano e sinuoso
di cui i geni di tutti i miei avi mi hanno dotata.
Non incolpo nessuno. Anzi li ringrazio dei doni.
Non mi pento di niente, come disse Edith Piaf:
ma nei pozzi scuri in cui sprofondo al mattino,
appena apro gli occhi,
sento le lacrime che premono,
nonostante la felicità che ho finalmente conquistato,
rompendo cappe e strati di roccia terziaria e quaternaria,
vedo le altre donne che sono in me,
sedute nel vestibolo
che mi guardano con occhi dolenti e mi sento in colpa per la mia felicità.
Assurde brave bambine mi circondano e danzano musiche infantili
contro di me;
contro questa donna fatta, piena,
la donna dal seno sodo
e i fianchi larghi,
che, per mia madre e contro di lei, mi piace essere.
Gioconda Belli
domenica 13 settembre 2009
E allora vai col cavolfiore!
dire, per cui c'e' quell'unico e antico rimedio di sentirsi tristi.
Non lasciare che ti prescrivano allegria, come chi ordina un ciclo di
antibiotici o dei cucchiai di acqua di mare a stomaco vuoto. Se lasci che
trattino la tua tristezza come una perversione o, nel migliore dei casi,
come una malattia, sei perduta; oltre ad essere triste ti sentirai in colpa.
E non hai colpa di essere triste. Non e' normale sentire dolore quando ti
tagli? Non ti brucia la pelle dopo una frustata? ... Vivi la tua tristezza,
palpala, sfogliala nei tuoi occhi, bagnala di lacrime, avvolgila nelle grida
o nel silenzio, copiala nei quaderni, segnala sul tuo corpo, fissala nei
pori della tua pelle. Infatti, solo se non ti difendi fuggira', a momenti,
in un altro posto che non e' il centro del tuo dolore intimo.
E per degustare la tua tristezza devo consigliarti anche un piatto
malinconico: cavolfiore nella nebbia. Si tratta di cuocere quel fiore bianco
e triste e consistente, col vapore acqueo. Lentamente, con lo stesso odore
dell'alito che emana la bocca nei lamenti, si cuoce fino ad intenerirsi. E,
avvolto nella nebbia, nel suo vapore fumante, aggiungigli olio di oliva e
aglio e un po' di pepe, e salalo con lacrime che siano tue. E assaporalo
lentamente, mordendolo con la forchetta, e piangi di piu' e piangi ancora,
che alla fine quel fiore andra' succhiando la tua malinconia senza lasciarti
asciutta, senza lasciarti tranquilla, senza rubarti l'unica cosa tua in quel
momento, l'unica che nessuno potra' ormai toglierti, la tua tristezza, ma
con la sensazione di aver condiviso con quel fiore immarcescibile, con quel
fiore assurdo, preistorico, con quel fiore che i fidanzati non chiedono mai
dai fiorai, con quel fiore del cavolo che nessuno mette nei vasi, con
quell'anomalia, con quella tristezza fiorita, la tua tristezza di
cavolfiore, di pianta triste e malinconica".
Hector Abad Faciolince - Trattato di culinaria per donne tristi, Sellerio 1997
La poesia della domenica
simile a un apriscatole
e scoperchia la latta.
è l'amica che apre
e mi sorprende a letto
con un'altra donna.
guarda e sì ritrae
come in presenza
d'un cibo avariato.
piange e richiude
la porta metallica.
mi ripeto...
il mio cuore è sempre stato
come la porta girevole
d'un albergo a ore
dove si poteva entrare
e pernottare a piacere
ri_uscire in incognito
e senza rimpianti
ora vorresti istallare
una porta nel vuoto
e mettere una serratura di marca
all'aria ?
VALENTINO ZEICHEN


